Mercato ortofrutticolo Kristijan Laginja, mag.ing.el., 052/ 813 230; int 135

La storia del mercato ortofrutticolo

MEZZO SECOLO DI VITA E DI ATTIVITÀ DEL “MERCATO ROVIGNESE” IN QUASI DUECENTOCINQUANT’ANNI DI STORIA DEL PIAZZALE DI VALDIBORA

Nei decenni successivi all’imbonimento del canale che divideva l’abitato insulare dalla terraferma (1763), quella che era denominata la “Val dello squero di Valdibora” (la cui spiaggetta arrivava ai bordi dell’odierna piazza Garibaldi) divenne un ampio piazzale tra le linee dei caseggiati verso il mare delle contrade di Driovier e Dreîocastiel (oggi via Vl. Švalba). Per quanto attiene la sua topografia va rilevato che essa fu completata con la metà del secolo XIX quando le sue rive vennero portate all’altezza di quelle odierne, mentre nella sua parte centrale vi venne innalzato il grande edificio del Rubineo (1854), con al primo piano un’ampia “sala comunale” (adattata nel 1865 a teatro, oggi “Antonio Gandusio”) ed al pianterreno le “becarìe” e la pescheria. Allora anche la vendita della legna fu trasferita in quella che era denominata la marina di Dreîocastiel (con scalinata in pietra in riva al mare, ricostruita di recente), ovvero nella parte del piazzale di Valdibora più prossima a quella contrada.

Con la fine del secolo XIX al pianterreno di alcune case che coronavano questo nuovo piazzale di Valdibora vennero aperti i primi esercizi commerciali e le prime trattorie-osterie. Ma erano le tende e le carusìte dei circhi che facevano tappa a Rovigno e le bancarelle poste per la festa di S. Eufemia a renderlo quanto mai animato. Sempre nel mese di settembre, non si contavano i carri e buoi dei viticoltori rovignesi, di quelli di Villa di Rovigno e di altre località viciniori che venivano a pesare l’uva sulla pesa pubblica installata già nel 1882, dirimpetto al teatro, verso il mare.

Il piazzale di Valdibora mantenne anche al tempo dell’Italia queste caratteristiche e contenuti di importante area pubblica (le donne rovignesi vi stendevano anche i capi della leîsia e la gente del contado vi vendeva legna e fasìne), in considerazione pure del fatto che al centro dell’odierno mercato ortofrutticolo l’unica fontanella cittadina di acqua potabile (nel 1909 fu portata fino quì una conduttura del nuovo acquedotto di Campolongo) era di grande utilità per i fabbisogni domestici della cittadinanza.

Se negli anni del secondo dopoguerra ad animare questo tratto di Valdibora erano soprattutto i circhi con i loro carrozzoni, tende, giostre e divertimenti, come si può ammirare in un bellissimo acquerello di Bruno Mascarelli del 1954, con la metà degli anni Cinquanta l’ampio piazzale di Valdibora conobbe nuovi e rilevanti cambiamenti. Il 6 settembre 1956 a ridosso della riva venne eretto il “Monumento ai caduti per la libertà”, mentre nella primavera successiva la sua area circostante venne sistemata a giardino pubblico.

La ripresa registrata in tutti i settori della vita comunale a partire dagli anni Sessanta, favorita anche da uno sviluppo sempre più intenso del turismo, imposero necessariamente delle migliorie anche nella rete commerciale.

Oramai la collocazione del mercato ortofrutticolo in quella che era chiamata la “Piazza delle erbe” (oggi piazza Pignaton), non corrispondeva più alle nuove esigenze, soprattutto a quelle del traffico autoveicolare lungo questa importante arteria cittadina. Ed, infatti, il 22 giugno del 1960 il mercato di frutta e verdura venne trasferito in Valdibora con la posa di banchi in legno (coperti da semplice tende), dislocati attorno alla fontanella dell’acqua.

Nel marzo dell’anno successivo iniziarono, invece, i lavori di adattamento del pianterreno dell’edificio del teatro, adibito fino allora a pescheria comunale. A questo primo “supermercato” dell’Impresa commerciale “Prehrana”, inaugurato il 15 luglio 1961, venne dato il nome “Istra”; in esso trovarono posto la macelleria (con cinque box) ed i banchi per la frutta e la verdura. Ciò comportò, inoltre, il trasferimento della pescheria negli spazi dell’ex “Prima tipografia istriana” (dei Coana, poi dei Bartoli) che davano sulla piazza Garibaldi (nella parte che guardava verso il nuovo mercato all’aperto, trovò posto un’altra rivendita di verdura). Pure la nuova Pescheria venne inaugurata il 15 luglio.

Nel 1968 quest’ampia area di Valdibora conobbe ulteriori rilevanti cambiamenti: il 10 giugno venne smantellata la pesa pubblica con il suo piccolo edificio annesso; agli inizi di luglio, invece, venne allargato il mercato orto-frutticolo all’aperto. Le vecchie bancarelle di legno vennero sostituite con banchi in cemento coperti con tende grandi e varipinte.
Infine, a cavaliere del nuovo secolo e millennio e a seguito delle grandi opere infrastrutturali urbane eseguite in Valdibora (posa del nuovo collettore, apertura di grandi aree parcheggio, ricostruzione della Via ai caduti fino al teatro “A. Gandusio”, rifacimento delle aree verdi attorno al monumento e installazione di un mini parco giochi), anche la sua ampia zona verso la cittavecchia ha conosciuto notevoli interventi rinnovativi. Nel 1999 il mercato ortofrutticolo è stato allargato e rinnovato in tutte le sue strutture su progetto dell’architetto Riccardo Paliaga (compresa la sua pavimentazione e la nuova copertura dei banchi); nel 2004, invece, è stata inaugurata la nuova pescheria, completamente rimodernizzata all’interno. Nel contempo, sono stati aperti nuovi esercizi ai pianterreni delle case di Via Švalba che danno sul mercato, e nella parte verso il mare sono stati costruiti i nuovi servizi igenici ed è stata messa a dimora la nuova pavimentazione per ospitare le bancarelle del mercatino.

Questa succinta cronistoria della marina e del piazzale di Valdibora racconta effettivamente la sua interessante vicenda storico-urbana, nella quale si è sempre intessuta una quotidianità dalle molteplici sfaccettature e vicende umane riconducibili in questi ultimi cinquant’anni soprattutto all’innumerevole schiera di “venderigole” che con la ben assortita qualità dei loro prodotti ortofrutticoli e soprattutto con i loro abituali, coloriti e vivaci modi e capacità di offrili e venderli ai numerosi acquirenti e frequentatori, hanno fatto del mercato uno dei angoli più caratteristici, ma altresì dinamici e vivi della nostra città.