Servizi funebri Barbara Matošović Talajić, dipl.ing.agr., 052/ 813 230, int 124

Cimitero locale

Cimitero locale di Rovigno e Cimitero locale di Villa di Rovigno

ORADIO DI LAVORO DEL CIMITERO CONFORMEMENTE ALLA DELIBERA DI GESTIONE DEL CIMITERO

Il cimitero e aperto al pubblico tutti i giorni come segue:

dal 16/09 al 15/04 dalle 8,00 alle 18,00 ore
dal 16/04 al 15/09 dalle 7,30 alle 20,00 ore

DOPO IL SUDDETTO ORARIO NON SARA’ POSSIBILE ENTRARE NEL CIMITERO

Il Servizio comunale gestisce i cimiteri di Rovigno e Villa di Rovigno. Nel 2004 e` stato concluso un investimento importante con il quale e` stato ampliato il cimitero di Rovigno e l’area in questione e` diventata operativa nel mese di ottobre 2004. Il servizio legato al cimitero comprende la manutenzione ordinaria di tutti gli impianti in loco, della cappella e dei rimanenti vani ausiliari.

Per la manutenzione degli impianti cimiteriali e per la cura delle tombe abbandonate vengono accantonati annualmente mezzi del Bilancio cittadino, mentre per gli interventi maggiori e la manutenzione ordinaria ci si autofinanzia attingendo ai mezzi versati dai fruitori o proprietari dei posti di sepoltura a titolo di manutenzione degli stessi.

CIMITERO CITTADINO ALLE LASTE

L’avvio dei lavori di costruzione dell’odierno Cimitero cittadino, ovvero del suo corpo piu vecchio (quello verso ponente), va ricondotto all’anno 1898, dopo che un'ordinanza dell'Imperial Regia Luogotenenza di Trieste dell'anno precedente aveva decretato la chiusura dell'antico camposanto di Monte, costruito nel 1782 sotto il sagrato della chiesa di S. Eufemia e ingrandito tra il 1836 e il 1851 con la costruzione di un secondo terrazzo verso il mare. Prima di questo cimitero settecentesco in origine si seppelliva attorno alla primitiva chiesa parrocchiale, poi lungo il pendio a sud-ovest del Duomo e per alcuni anni durante il secolo XVIII anche nell'orto della canonica, posta a nord poco distante dal Duomo. Per un breve periodo dopo la chiusura del cimitero di Monte si seppelli anche in localita Lamanova.

Dopo alcuni mesi di discussioni sul progetto presentato dall’architetto triestino Enrico Nordio, nell'ottobre del 1898 iniziarono i lavori del nuovo cimitero cittadino lungo il pendio sud-ovest del colle Laste, sito d'interesse archeologico protostorico. Il giorno 7 dicembre la parte ultimata del nuovo cimitero venne benedetta dal preposito Don Luigi Medelin alla presenza del preside della Giunta amministrativa Antonio Bembo. Il giorno dopo, l'8 dicembre, venne sepolta la prima salma, quella di Eufemia Dapas di 4 anni.

L’esecuzione dell’opera all'inizio era stata affidata all'ingegnere Giovanni Vidmer; dal 1900, invece, la direzione dei lavori passo all'ingegnere comunale Clemente Colpi. Nel 1902 iniziarono i lavori di erezione delle mura e dello splendido porticato i cui tratti stilistici ci riportano alla cerchia eclettica triestina di fine Ottocento e alle sue monumentali forme neorinascimentali. Esso con le sue 48 colonne doriche sovrastate da semplici echini e abaci si estende lungo il muro di fondo per tutta la larghezza del cimitero.

Questo colonnato e interrotto da cinque aperture a mo' di fronti di pronao (atrio) di tempietto, alle quali si accede con altrettante brevi rampe di scale. L' apertura centrale, molto piu ampia e alta delle altre, con il timpano poggiante su due pilastri e due colonne, funge in pratica da fronte e pronao alla cappella del Redentore; le aperture laterali (2) e quelle intermedie (2) sono piu piccole ed i loro timpani poggiano su due pilastri con semicolonna addossata sulle loro facce anteriori. Sull'architrave sopra l'entrata del cimitero campeggia la solita iscrizione latina: RESURRECTURIS (A coloro che risorgeranno / stanno per risorgere).

Il 25 novembre 1906 venne inaugurata e benedetta la cappella mortuaria dedicata al Redentore, con la seguente iscrizione tombale posta davanti al suo ingresso: HEIC / RESURECTIONEM MORTUORUM / EXPECTANT / SACERDOTES ET REGULARES / RUBINENSES / PRECES VIVORUM / POSTULANTES.

La lapide piu vecchia esistente ancor oggi nel cimitero (campo H, fila 17, tomba n. 9) e quella di Antonio De Angelini morto giovane all'eta di 24 anni il 14 luglio 1900. Essa sul "libro aperto" del monumento presenta la seguente dicitura: "MUOR GIOVANE COLUI CHE AL CIELO E' CARO"
Il 7 maggio del 1905 venne usato per la prima volta il primo carro funebre della ditta di pompe funebri di Lodovico Brunetti.

Va datato a questo periodo iniziale pure l'opuscoletto Regolamento del cimitero comunale di Rovigno, stampato senza indicazione della data di edizione dalla Prima tipografia istriana (con sede a Rovigno) di Antonio Coana. Di particolare rilevanza sono, inoltre, gli otto filari di cipressi Cupressus sempervirens' Pyramidalis (con ben complessivi 122 esemplari), classificati quale monumento di architettura paesaggistica, nonché i quasi 200 monumenti sepolcrali di particolare interesse storico delle tombe sotto il colonnato, lungo i muri di cinta, lungo gli stradoni principali e di alcune tombe all'interno degli otto campi cimiteriali. Si tratta di opere di elevata fattura artigianale; molte sono quelle di notevole spessore artistico. Quasi tutte vanno ricondotte alle botteghe di tagliapietra e scalpellini locali.

Nel 1997 a fianco della cappella mortuaria, dietro il muro di fondo del cimitero, e stato aperto, su iniziativa dell’Istituto regionale per la cultura istriana di Trieste (I.R.C.I.) in collaborazione con la Famia ruvignisa di Trieste e il Servizio comunale della citta di Rovigno, su disegno di Nelo Grbac e con la consulenza di Antonio Pauletich, il Lapidario con esposte oltre centocinquanta antiche lapidi, non piu in situ.

La lapide piu vecchia di questo lapidario e quella di Vittorio Draschenberg, "Imperial Regio Capitano", morto il 20 maggio 1855. Essa raffigura una scultura a tutto tondo di una giovane donna "sconsolata" (verosmilmente della fidanzata Marietta Glezer che lo innalzo) adagiata accanto ad un giaciglio a mo' di sarcofago con croce in ferro. Questo e l'unico monumento funerario trasportato all'epoca nel nuovo cimitero alle Laste da quello vecchio di Monte.

Le iscrizioni delle oltre 3.000 tombe e fosse del Cimitero cittadino e del suo Lapidario rappresentano un patrimonio onomastico di particolare valore per la citta di Rovigno. Vi ritroviamo molti dei personaggi illustri, protagonisti della storia economico-sociale, culturale, politica e sportiva rovignese di questo ultimo secolo.

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La nuova ala del Cimitero cittadino alle Laste (quella verso levante) e stata realizzata negli anni 2001-2004 su progetto dell' architetto Vlado Delfar, che ricalca in linea generale l'assetto planimetrico della parte antica del cimitero: dal 23 ottobre 2001 al 18 aprile 2002 la ditta Cesta d.o.o. di Pola ha eseguito i lavori di preparazione del terreno per le sepolture e l'erezione delle mura e dei loculi; dal 25 marzo 2003 al 12 febbraio del 2004, invece, la ditta Kamen di Pisino ha rivestito in pietra la parte esterna delle mura ed ha posto tutti i cordoli del nuovo cimitero. Anche il progetto della croce centrale in pietra e opera dell' architetto Valdimir Delfar. Esa e stata eretta nel 2003 dalla ditta Azul di Rovigno.

La parte nuova del cimitero e stata benedetta il 19 giugno 2004 dal vescovo della diocesi parenzo e Pola Ivan Milovan, alla presenza del parroco di Rovigno Milan Zgrablić, del sindaco della Citta di Rovigno Giovanni Sponza e del presidente del Consiglio cittadino Davorin Flego. La prima sepoltura e stata effettuata il 24 settembre 2004 (Aleksandar Premović).

Successivamente, nel 2006, sono sati rivestiti in pietra sia i pilastri della mura che le orlature tra le tombe ad esse attigue, su progetto dell'architetto Aleksandar Paris, autore pure del progetto di ristrutturazione delle due cappelle mortuarie a fianco dell'ingresso.

In questi ultimi anni, infine, sono sati portati stati portati a termine anche i lavori di riassetto del viali e delle mini aree verdi del vecchio cimitero, nonché dell'area davanti il suo fronte e la sua entrata.